Una città di origine Etrusca che conserva ancora oggi le sue antiche mura.
Il centro storico
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La centralissima Piazza della Repúbblica sul lato est il Palazzo Comunale risalente a 14° secolo con la sua caratteristica torre con l’orologio oggi simboli di Cortona la quale fu eretta nel cinquecento. La torre campanaria fu costruita assieme a l’imponente scala di accesso al palazzo. Sempre nella piazza troviamo il Palazzo del Capitano del Popolo, (il più alto della piazza) splendido edificio adibito a residenza del cardinale Passerini nel XVI secolo. Ci spostiamo nella comunicante Piazza Signorelli, dove risiede il Palazzo Casali (XVI sec), A destra di Palazzo Casali si erge il Teatro Signorelli (XIX secolo), in stile neoclassico, arricchito da un bellissimo loggiato a sette arcate. Nella parte sud est di Cortona troviamo Piazza Garibaldi: dove al suo centro è collocato l’obelisco dedicato a Giuseppe Garibaldi, da qui è si gode di un unico panorama sulla Val di Chiana che arriva a scrutare i bordi dell’Umbria ove si scorge il Lago Trasimeno, Montepulciano e nelle giornate più chiare il monte Amiata.. Fermatevi qui per godere di questo panorama mozzafiato. |
MAEC – Museo della civiltà Etrusca
l museo MAEC è attualmente suddiviso in due principali sezioni dedicate rispettivamente all’Accademia Etrusca e alla città etrusca e romana di Cortona; nella prima sono raccolte le testimonianze della vita e dell’attività continua della più nota istituzione culturale cittadina, a partire dai primi lasciti disposti dagli accademici del Settecento e dell’Ottocento o dagli acquisti via via effettuati: fra le opere di maggiore pregio, veri e propri “simboli” della cultura cortonese, sono da ricordare il lampadario etrusco in bronzo, la cosiddetta Musa Polimnia, la raccolta di ceramiche e bronzi etruschi e romani, la collezione Corbelli di materiali della civiltà egizia; non mancano testimonianze più recenti, come l’imponente raccolta di oggetti d’arte e di arredamento già detenuti dalla famiglia Tommasi Baldelli, una delle più note casate cittadine, o la serie di opere del pittore cortonese Gino Severini, uno dei fondatori del futurismo, cedute a Cortona dallo stesso Maestro. Vengono inoltre presentati molti materiali archeologici provenienti dalla città e dal territorio, che mettono in collegamento con la più moderna sezione dedicata al loro sviluppo.
Per informazioni potete visitare il sito: MAEC Cortona | Museo dell'Accademia Etrusca e della Città di Cortona | Sito Ufficiale
Museo Diocesano
| Il Museo si trova in piazza del Duomo, all’interno dell’ex-chiesa del Gesù, e raccoglie vari oggetti ed opere d’arte provenienti dalle chiese del territorio appartenenti alla diocesi. La raccolta d’arte venne fondata nel 1945 e conserva importanti opere di Pietro Lorenzetti, Beato Angelico, Bartolomeo della Gatta, Sassetta e Luca Signorelli, oltre ad arredi sacri di notevole pregio. Il percorso espositivo inizia dall’unico oggetto antico presente, di altissima qualità, il sarcofago romano con il Combattimento tra Dioniso e le Amazzoni, databile al II secolo d.C. e ritrovato nei presi del Duomo. | ![]() |
Per informazioni potete visitare il sito: Museo Diocesano Cortona - Cortona Mia
Eremo Francescano “Le Celle”
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L’eremo de “Le Celle” costituisce uno dei primi insediamenti francescani scelto e voluto da Francesco di Assisi. Trovatosi a predicare presso Cortona nel 1211, come suo solito, Francesco domandò ed ottenne un luogo nel quale potersi ritirare in preghiera. Un giovane nobile della città, Guido Vagnottelli (che poi diventerà il “Beato Guido”, uno dei primi compagni del Poverello di Assisi) gli offrì quello che agli inizi del XIII sec. doveva apparire un luogo aspro e soprattutto privo di qualsivoglia insediamento umano. Francesco tuttavia lo scelse per la solitudine che gli donava, ma soprattutto perché particolarmente espressivo del suo Signore. Presso il luogo dove ora sorgono “Le Celle”, infatti, egli trovò le vestigia del Redentore: l’acqua, segno di Cristo acqua viva; la pietra, segno di Cristo roccia su cui edificare la propria vita; una fenditura nella montagna, memoria delle piaghe del Signore Gesù, tante volte agognate da Francesco, per rivivere nel suo corpo l’amore che il Signore aveva nutrito e nutre per ogni uomo nella sua passione. |
Per informazioni potete visitare il sito: Convento Francescano di Cortona - Le Celle
Parco archeologico del Sodo
| All’interno del parco archeologico del Sodo è situato Il Melone I e II, il sito si trova alla base della valle Cortonese a circa 4 km, è situato sulla sponda destra del rio Loreto. Il sito è di notevole importanza. La Tomba I con copertura a pseudo-volta fu individuata negli anni 1928/29; la Tomba II è stata individuata nel 1991 ed ha restituito un ricchissimo corredo di oreficeria, tumulo II con la spettacolare gradinata-terrazza decorata da gruppi scultorei ed elementi architettonici di stile orientalizzante. Nel 1990 è stata messa in luce, sul lato est affiancato al perimetro del tumulo, una monumentale piattaforma-altare cui si accede tramite una gradinata i cui paramenti laterali sono decorati con rilievi e gruppi scultorei. | ![]() |
Per prenotazioni info: MAEC
La Tanella di Pitagora
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Scendendo la collina di Cortona sulla fascia pedecollinare, tra oliveti di rara bellezza, si puo visitare la tanella di Pitagora, celebre monumento noto ai viaggiatori fin dal 1500, la tanella è un piccolo tumulo di periodo ellenistico (II se. a.C.) costituito da un basamento circolare su cui si imposta un altro tamburo con blocchi giustapposti. L’interno ha un breve dromos e un piccolo ambiente rettangolare coperto da una volta a botte. La prima notizia che si ha su di essa è riferibile ad una visita di G. Vasari nel 1566 che sembra la giudicasse la tomba di Archimede. Da allora i visitatori si sono sbizzarriti nel riconoscere nella costruzione chi la tomba di Ulisse, altri quella di Pitagora, richiamati in tali attribuzioni dallo stile greco-ellenistico della sua architettura. Il monumento subì progressivi deterioramenti dal cinquecento all’ottocento, quando truppe francesi di passaggio le arrecarono notevoli danni. La critica più recente colloca la sua datazione al II secolo a. C. Fu donata all’Accademia Etrusca nel 1929 dalla signora Maria Laparelli Pitti. La Tanella puo essere raggiunta in macchina o attraverso percorsi trekking. |








